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Favole di porcellana è così che si intitola il libro di Yuriko Damiani l’artista italo-giapponese nata a Roma che ha scoperto, o meglio riscoperto, il suo dono grazie a un caso fortuito accaduto solo pochi anni fa…

Yuriko Damiani
Una cosa è sicura: il talento le è stato tramandato dalla mamma, giapponese,  pittrice ed insegnante di decorazione su porcellana.
Ma andiamo per ordine: Yuriko dopo aver frequentato la Facoltà di Architettura va a vivere a Tokyo e va a lavorare nello studio dell’Architetto Yoshinobu Ashihara dove rimane diversi anni. Poi torna in Italia la naturale propensione per l’arte e il disegno a mano libera vengono messi da parte e si dedica con passione all’arredamento fino a fondare la catena di negozi di design DCube insieme al suo attuale ex-marito. Ma è nel 2014 che si segna la svolta nella vita di Yuriko, infatti in questo anno partecipa  alla “XIII Convention Azzurra”, dove riceve una menzione d’onore per l’opera presentata. Da lì in poi inizia il suo percorso da artista affinando la sua tecnica “Oro antico a rilievo su oro brillante”.
Inizia con le esposizioni, la pubblicazione di un libro e sempre più numerose commissioni delle sue opere. Come disse Seneca  “La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità.” Nel caso di Yuriko il momento è stato quello di una polmonite che la costrinse al letto qualche mese e l’opportunità la mamma Iko che per distrarla inizia a darle delle lezioni di pittura su porcellana…

Yuriko, com’è il tuo rapporto con il Giappone? Quanto ha influito nel tuo percorso artistico?
SIcuramente moltissimo… i soggetti sono un misto fra oriente e occidente esattamente come me. Ho lavorato presso lo studio dell’architetto Yoshinobu Hashihara a Tokyo e li ho imparato tanto sugli equilibri giapponesi fra pieni e vuoti.

Vai spesso in Giappone?Svelaci i tuoi indirizzi segreti di Tokyo
È da un po’ di anni che non vado ma nelle ultime visite non sono potute mancare queste tappe: il new otani e le sue colazioni super, vi alloggiavo sempre con la mia famiglia e ho dei ricordi stupendi.
Una passeggiata a Omotesando e a Shibuya dove avevo lo studio.
Una sosta di fronte al palazzo imperiale e se è il periodo della fioritura del ciliegi fermarmi a mangiare li di fronte sul prato.
E naturalmente da Itōya, il grande magazzino dedicato alla cartoleria in cui passo ore…

Tua mamma è giapponese e tuo papà italiano. Come si sono fuse le due culture nella tua educazione e quali tradizioni tramandi a tua figlia?
Le due tradizioni si sono fuse abbastanza bene ma alcuni miei modi di fare sono molto giapponesi e più volte in Italia sono stata fraintesa o comunque non mi sono trovata bene. Nella porcellana ho trovato il perfetto equilibrio fra le due culture e riesco ad esprimere ciò che voglio liberamente senza paure. Per quel che riguarda mia figlia le ho trasmesso da subito la passione per gli origami e la conseguente passione per l’arte.

Chi è la tua musa? E l’artista al quale ti senti più vicina?
Naturalmente in primis mia madre che è stata anche la mia maestra.
Adoro Klimt e sono cresciuta ammirando sui libri le stampe degli artisti dell’ukiyo-e… hokusai, hiroshige, kuniyoshi.
Sono attratta, inoltre, dai grafismi dei tattoo anche se non li amo e non ne possiedo.

Le sfide più grandi?
Reinventarmi a quarant’anni e riprendere la passione per l’arte lasciata sopita per anni…
Avevo una catena di negozi di arredamento nel centro-nord Italia ma con la separazione ho lasciato tutto al mio ex marito e ho ricominciato da capo… non so come andrà a finire questo progetto ma ne sono comunque orgogliosa e mi rende realizzata e felice.

Come descriveresti la tua arte?
un’arte elegante, in cui ogni segno ha un significato ben preciso. Il perfetto risultato di quella che sono io: occidente+oriente.
La porcellana è un’arte antica, di nicchia… non molto conosciuta. Ho cercato di creare qualcosa di moderno che potesse attirare un pubblico nuovo e giovane. La stessa cosa ho fatto nel mio libro… un libro in cui alle mie opere sono state accostate leggende e favole.

Su quali progetti stai lavorando in questo momento?
Di questo non parlo un po’ per scaramanzia ma anche perché i progetti possono cambiare o evolvere… mi lascio aperte tutte le porte…

Dove si possono acquistare le tue opere?
In questo momento sono esposte da Micro, dopo Natale contattandomi direttamente. Lavoro molto su commissione, insieme si sceglie il supporto, dopodiché il cliente mi da’ un tema… ma io premetto subito… non faccio vedere niente fino alla fine! Un tema sempre nuovo è sempre stimolante ma poi mi devo sentir libera di esprimermi e il cliente si deve fidare di me.

Altre info su Yuriko Damiani visitando la sua pagina Facebook: Yuriko Damiani Porcelain Artist

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